Alzando gli occhi al cielo spesso è possibile notare al vertice delle innumerevoli torri che ricoprono le nostre città degli spazi verdi che affiorano, quasi nascosti, tra le alte mura, ma che fanno parte completamente del tessuto urbano. La tendenza momentanea è di trasformare l’attico, ultimo piano di un edificio, in un luogo verde, un open space idilliaco dal cuore verde, che si emargina dal dinamismo e dall’irrequietezza della vita quotidiana metropolitana.

Grandi superfici verticali vetrate, indice di forte luminosità, libertà di spazio e movimento, una percezione di leggerezza e trasparenza, dialogano perfettamente con il suggestivo paesaggio esterno di un’unità abitativa. Questi luoghi sono spesso dotati di una veranda esterna, da utilizzare anche tutto l’anno, che offre una vista panoramica che dà ancora più prestigio e funzionalità al luogo, utilizzando il legno come materiale dominante della soluzione costruttiva.

Inoltre la realizzazione di un vero e proprio giardino denota un ambiente intimo che fluisce all’interno dell’ambiente domestico, e contemporaneamente si proietta verso la percezione della città esterna. Un’area verde posta all’ultimo piano di un edificio richiede accorgimenti e soluzioni tecnologiche e il rispetto di precisi vincoli legislativi: se da una parte la creazione di un autentico ecosistema può proteggere dal vento e la privacy degli inquilini, dall’altra richiede una valutazione accurata, poiché la vegetazione deve essere scelta in funzione del peso, della possibilità di irrigazione e della profondità del substrato disponibile alla piantumazione.

Accorgimenti per realizzare l’attico giardino

Inizialmente è prevista l’impermeabilizzazione del suolo e l’installazione di un impianto delle acque che permetta alle acque meteoritiche di defluire; in seguito la posa dello strato verde, il quale potrebbe essere di erba sintetica su modello inglese, e di uno strato in polietilene resistente ai raggi ultravioletti. Non va dimenticato che questo spazio è a tutti gli effetti la copertura di un edificio, perciò la posizione di piante e specie vegetali deve essere precisamente pensata e accertata.
Spesso l’uso di ampi vasi e contenitori comporta un peso non indifferente; è quindi necessario considerare che solitamente la portata di un terrazzo non supera i 200 kg/mq, e garantire una distribuzione ragionevole, esaminando quali sono le aree in aggetto e quelle portanti dell’intero edificio.
Per assicurare un ambiente fruibile ed accogliente tutto l’anno è consigliabile la sistemazione di bordure di arbusti sempreverdi, piante erbacee di piccole dimensioni con fioritura da primavera ad autunno, e alberelli caducifogli che contrastano l’unicità del verde con i colori differenti del loro fogliame. Per di più l’uso del legno è apprezzabile sia nella pavimentazione, intervallata da corpi illuminanti inseriti a terra, che nella possibile collocazione di un pergolato o veranda che affaccia sul giardino. In questo modo ogni spazio esterno vive in continuità con quello interno, creando un luogo intimo e riservato che si sviluppa quasi più fuori che dentro, dove potersi rifugiare lontano dalla realtà caotica dei nostri giorni.

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