Trasformare l’attico in un giardino

attico giardino

Alzando gli occhi al cielo spesso è possibile notare al vertice delle innumerevoli torri che ricoprono le nostre città degli spazi verdi che affiorano, quasi nascosti, tra le alte mura, ma che fanno parte completamente del tessuto urbano. La tendenza momentanea è di trasformare l’attico, ultimo piano di un edificio, in un luogo verde, un open space idilliaco dal cuore verde, che si emargina dal dinamismo e dall’irrequietezza della vita quotidiana metropolitana.

Grandi superfici verticali vetrate, indice di forte luminosità, libertà di spazio e movimento, una percezione di leggerezza e trasparenza, dialogano perfettamente con il suggestivo paesaggio esterno di un’unità abitativa. Questi luoghi sono spesso dotati di una veranda esterna, da utilizzare anche tutto l’anno, che offre una vista panoramica che dà ancora più prestigio e funzionalità al luogo, utilizzando il legno come materiale dominante della soluzione costruttiva.

Inoltre la realizzazione di un vero e proprio giardino denota un ambiente intimo che fluisce all’interno dell’ambiente domestico, e contemporaneamente si proietta verso la percezione della città esterna. Un’area verde posta all’ultimo piano di un edificio richiede accorgimenti e soluzioni tecnologiche e il rispetto di precisi vincoli legislativi: se da una parte la creazione di un autentico ecosistema può proteggere dal vento e la privacy degli inquilini, dall’altra richiede una valutazione accurata, poiché la vegetazione deve essere scelta in funzione del peso, della possibilità di irrigazione e della profondità del substrato disponibile alla piantumazione.

Accorgimenti per realizzare l’attico giardino

Inizialmente è prevista l’impermeabilizzazione del suolo e l’installazione di un impianto delle acque che permetta alle acque meteoritiche di defluire; in seguito la posa dello strato verde, il quale potrebbe essere di erba sintetica su modello inglese, e di uno strato in polietilene resistente ai raggi ultravioletti. Non va dimenticato che questo spazio è a tutti gli effetti la copertura di un edificio, perciò la posizione di piante e specie vegetali deve essere precisamente pensata e accertata.
Spesso l’uso di ampi vasi e contenitori comporta un peso non indifferente; è quindi necessario considerare che solitamente la portata di un terrazzo non supera i 200 kg/mq, e garantire una distribuzione ragionevole, esaminando quali sono le aree in aggetto e quelle portanti dell’intero edificio.
Per assicurare un ambiente fruibile ed accogliente tutto l’anno è consigliabile la sistemazione di bordure di arbusti sempreverdi, piante erbacee di piccole dimensioni con fioritura da primavera ad autunno, e alberelli caducifogli che contrastano l’unicità del verde con i colori differenti del loro fogliame. Per di più l’uso del legno è apprezzabile sia nella pavimentazione, intervallata da corpi illuminanti inseriti a terra, che nella possibile collocazione di un pergolato o veranda che affaccia sul giardino. In questo modo ogni spazio esterno vive in continuità con quello interno, creando un luogo intimo e riservato che si sviluppa quasi più fuori che dentro, dove potersi rifugiare lontano dalla realtà caotica dei nostri giorni.

La pavimentazione ideale per una cantina vinicola

pavimentazione cantina vinicola

La pavimentazione della cantina vinicola e degli ambienti annessi, deve offrire un’elevata resistenza meccanica, al fine di sopportare il peso di attrezzature molto pesanti.

Nella realtà della cantina, sia per soddisfare quanto previsto dal D.lgs 155/97, che prevede l’autocontrollo igienico sanitario secondo il metodo HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points), sia per evitare la proliferazione dei batteri acetici nell’ambiente, in grado di compromettere la qualità dei prodotti enologici, è necessario che i pavimenti siano facilmente lavabili e sanitizzabili.

Oltre ad impiegare per la loro destinazione materiali che non trattengano lo sporco, quindi ovviamente non porosi o ruvidi, è bene evitare che ci siano angoli e anfratti fisicamente poco raggiungibili, pertanto difficili da pulire. Vista infatti la frequenza con cui vengono eseguiti lavaggi e sanitizzazioni in cantina, non devono essere sottovalutati i costi a essi correlati: quanto più i pavimenti saranno facilmente igienizzabili, tanto minori saranno i costi in termini di manodopera, energia e detergenti.

Gli aspetti igienici legati alla pavimentazione sono di fondamentale importanza in quanto vengono sempre presi in considerazione nel corso di audit eseguiti dalle Asl, dagli organismi di certificazione e dai clienti.
Potendo venire a contatto col vino, che presenta pH acido, e soprattutto con detergenti e sanitizzanti sia acidi sia alcalini, impiegati regolarmente per la pulizia e la disinfezione, la pavimentazione deve essere in grado di resistere alle aggressioni chimiche ed in particolare alla corrosione.
Inoltre soprattutto durante il periodo della vendemmia, dove si assiste a un continuo andirivieni di operatori che transitano su superfici bagnate, è indispensabile che la pavimentazione presenti adeguate caratteristiche antisdrucciolo.

Se consideriamo poi che negli ultimi anni è notevolmente aumentato il turismo enologico, e che quindi i consumatori sono sempre più interessati ad andare al di là dei punti vendita per poter conoscere l’intero ciclo di vinificazione e vedere gli ambienti di produzione o di invecchiamento, anche l’aspetto puramente estetico della pavimentazione deve essere preso in considerazione. Sempre più infatti vi può essere la necessità di realizzare pavimenti moderni, ma che soddisfino anche requisiti estetici di rusticità, in grado di integrarsi con elementi architettonici datati, se non antichi. Correlata agli aspetti estetici e a quelli igienico-sanitari è la colorazione della pavimentazione, preferibilmente chiara secondo l’imposizione delle Ausl, in quanto consente di evidenziare facilmente lo sporco e l’eventuale sviluppo di muffe.
Pertanto al momento della scelta del tipo di pavimento da realizzare all’interno della cantina vinicola devono essere presi in considerazione i costi per la realizzazione, la durata nel tempo e la possibilità di eseguire con facilità interventi di manutenzione.

Quali materiali?

Attualmente i materiali maggiormente impiegati per la realizzazione dei pavimenti sono le resine.
Il pavimento in resina offre infatti una elevata resistenza meccanica e chimica, un alto grado antiscivolo, resistenza agli acidi, resistenza all’abrasione, facilità di pulizia, non necessita di manutenzione e rispetta tutte le norme igienicosanitarie comunitarie.

La realizzazione di un pavimento in resina prevede generalmente la levigatura, la perfetta pulizia della superficie di posa e la stesura di un consolidante/aggrappante, sul quale viene steso, a rullo, un primo strato di resina epossidica. Si procede poi alla stesura, sempre a rullo, di un altro strato di resina epossidica, sulla quale viene apposta una finitura antigraffio. Il risultato finale è una superficie liscia, compatta e senza soluzioni di continuità.

Serramenti e condensa sui vetri: quali rimedi?

condensa serramenti

Rispondiamo al quesito di un nostro lettore che ci chiedi dei rimedi per risolvere il problema della condensa sui vetri dei suoi serramenti. Vediamo nel dettaglio la domanda:

Nel mio nuovo appartamento, finito da circa un anno, sono montati dei serramenti ad alto isolamento (così mi dice il costruttore!) in PVC. In questi mesi noto che spesso si forma condensa sui vetri e c’è già qualche traccia di muffa su alcuni punti delle pareti. Cosa posso fare?

La condensa è un fenomeno naturale collegato all’evaporazione dell’acqua presente nell’aria. A temperature elevate, l’aria assorbe il vapore acqueo fino alla saturazione e aumenta il suo volume. Raffreddandosi, l’aria espelle il vapore che, a contatto con una superficie più fredda, si condensa trasformandosi in gocce d’acqua.

I fenomeni di condensa, vista la struttura delle moderne abitazioni, sono sempre più comuni. Questo è legato a due fattori: quantità d’acqua presente nell’aria e temperatura.

Un metro cubo d’aria, ad esempio, può contenere alla temperatura di zero gradi un massimo di 4 grammi di acqua. A temperatura di venti gradi ne contiene 15.

Il motivo per cui la condensa appare principalmente sulle vetrate delle finestre dipende dal fatto che queste hanno una temperatura più bassa rispetto a quella della stanza.

In un’abitazione l’umidità ha origini diverse. Una famiglia media genera infatti circa 15 litri di acqua al giorno che vengono prodotti in cucina, nelle stanze da bagno, dalle persone stesse, dai vestiti ecc.
Nella case di nuova costruzione, inoltre, il problema della condensa è accentuato dal fatto che i muri contengono un’elevata umidità: per eliminarla è necessario un periodo molto lungo di riscaldamento costante.

I fattori che determinano la formazione della condensa sono:

– Condizioni climatiche (interne ed esterne)
– Condizioni abitative (numero di persone, piante, bagni, ecc.)
– Altre condizioni (intonaci, ecc.)
Ci sono alcuni accorgimenti per prevenire la formazione della condensa: se possibile, non asciugare la biancheria all’interno della casa se non con un cambio d’aria sufficiente (finestre, aspiratori, deumidificatori, ecc.); chiudere le porte mentre si cucina o si fa la doccia; limitare il numero di piante nella stanza.

I rimedi tecnici per prevenire la formazione della condensa:

– Mantenere il giusto equilibrio tra temperatura e umidità relativa (20°C all’interno con umidità non superiore al 45%).

– Ventilare frequentemente in modo da sostituire l’aria interna ricca di vapore con quella esterna povera di vapore.

– Posizionare correttamente i termosifoni in modo che il calore lambisca l’intera superficie vetrata.

– Ridurre la trasmittanza termica della finestra per mezzo di vetrate funzionali o protezioni per esterno.

Arredare la cameretta del neonato

arredare la cameretta

Uno dei momenti più emozionanti nella vita di una persona è quando si aspettano un bambino. Oltre alle ovvie esigenze come la culla, il vestiario, l’alimentazione, ecc., la pianificazione dell’arredamento della cameretta richiede molto tempo e bisogna anticipare le decisioni e organizzarsi per tempo.

Se hai deciso di trasformare una stanza esistente in una cameretta per bambino, devi assicurarti di seguire le regole base:

  • E’ un ambiente ben ventilato e isolato dalle temperature più rigide?
  • Tutti i cablaggi elettrici sono stati controllati di recente e aggiornati se necessario?
  • Sono stati installati allarmi antifumo?

Una volta che tutto questo è stato preso in considerazione, puoi iniziare la parte migliore: decorare e arredare la cameretta del bimbo. Se è il tuo primo figlio, è più probabile che tu voglia mobili nuovi di zecca, ma non scartare a priori la scelta di mobili usati o riciclati/recuperati. Forse una culla che era tua da bambino può essere utilizzata per il tuo bambino e recuperata per portare avanti una tradizione di famiglia. Dopo aver controllato e deciso le sedie a dondolo, i comò e il fasciatoio, è tempo di considerare quale tipo di culla è più adatta alle tue esigenze.

Naturalmente ci sono cose da considerare con cura, come ad esempio lo spazio tra le sbarre, la presenza di paraurti per proteggere adeguatamente il tuo bambino.
Altre cose da tenere in considerazione per la scelta della culla è la presenza di un materasso regolabile per continuare a proteggere il tuo bambino durante le fasi di crescita.

Esistono ad esempio anche delle culle con cassetti integrati o con altezza e grandezza regolabile, in modo da sfruttarla per i primi mesi o anni in tutte le fasi di sviluppo del neonato. Le culle più moderne dispongono di molle a materasso regolabile a vari livelli per adattarsi alla crescita e alle esigenze del bambino.

ECTOR V-50: nanotecnologia per pulizia e protezione di vetri e cristalli

pulizia vetri e cristalli

A chi non piacerebbe ridurre la frequenza della pulizia dei vetri che, soprattutto con l’arrivo della stagione invernale, si sporcano così facilmente?Oggi questo è possibile con Ector V-50.

Cos’è Ector V-50?
Ector V-50 è un trattamento nanotecnologico specifico per le superfici in vetro e in cristallo. Esso possiede proprietà oleofobe e idrofobe che fanno sì che lo sporco e le altre sostanze estranee vengano respinte dalla superficie trattata, proteggendola. Il risultato è una superficie brillante e facile da pulire.
Ector V-50 ha una formulazione adatta a superfici non assorbenti a base di silice. Una volta applicato, le sue nanoparticelle aderiscono perfettamente alle molecole del substrato, creando una barriera invisibile e duratura, in quanto non può essere rimossa né con l’uso di acqua, né di detergenti, né di macchinari ad alta pressione.
Ector V-50 non cambia l’aspetto estetico della superficie trattata, resiste a temperature molto basse e molto alte (e quindi anche alla pulizia a vapore), a forti pressioni ed è stabile ai raggi UV.
Tutte queste caratteristiche lo rendono ideale non solo per i vetri normali, ma anche per quelli insonorizzati, temperati, isolati, per le cabine doccia, per le serre e per i pannelli solari e fotovoltaici.

Come si applica?
Il miglior metodo di applicazione di Ector V-50 è con un dispositivo spray, ma è possibile applicarlo anche con l’uso di un panno morbido di carta o lino. Affinché si indurisca completamente è necessario attendere almeno 24 ore e il tempo di attesa varia a seconda della temperatura.

Quali vantaggi offre l’utilizzo di questo innovativo prodotto?
Le caratteristiche delle superfici vetrate trattate con Ector V-50 sono:
– Antiaderenza, che consente una riduzione della frequenza di pulizia e facilità nella rimozione della polvere, del calcare, del grasso, ecc., in quanto lo sporco non aderisce, ma tende a scivolare via;
– Resistenza alla corrosione e all’abrasione;
– Lucidità e brillantezza.

Come trovare l’architetto giusto

Architetto

Che tu debba ristrutturare il tuo vecchio appartamento o che tu abbia bisogno di un progetto ex-novo per la tua nuova casa avrai sicuramente bisogno della consulenza di un architetto professionista.

L’architetto è una figura professionale con formazione tecnica laureato in architettura o in ingegneria edile con abilitazione professionale tramite esame di stato.

Un bravo architetto è un esperto di materiali costruttivi, relativi sia all’interno che all’esterno e saprà consigliarvi anche sull’ arredamento e l’illuminazione.

A seconda che tu debba ristrutturare o progettare la tua casa da zero avrai quindi bisogno della sua consulenza e probabilmente anche di geometri ed impiantisti. Spesso è lo stesso architetto che si avvale di collaborati di fiducia per l’esecuzione di queste mansioni.

È possibile rivolgere ad un architetto freelance, che lavora in autonomia come libero professionista, oppure in caso di progetti più importanti, complessi e articolati potete rivolgervi ad uno studio associato. In ultima ipotesi potete anche valutare la consulenza di un architetto online, esistono siti specializzati che vi permettono di contattare l’architetto tramite una richiesta online e ricevere un’offerta, successivamente il professionista invierà il suo progetto completo. Chiaramente l’architetto online non potrà seguire il progetto in loco e potrebbe avere difficoltà ad interfacciarsi con gli altri professionisti.

Prima di scegliere l’architetto giusto è bene chiarirsi le idee e valutare con attenzione per evitare spiacevoli sorprese.

Se invece pensate di fare tutto da soli dovete sapere che nonostante il costo dell’architetto inciderà sul vostro budget, eviterà problemi imprevisti e saprà consigliarvi anche sulla scelta dell’arredo e dell’illuminazione in modo da valorizzare al meglio la vostra casa.
Gli architetti riescono anche a strappare degli ottimi preventivi per i mobili e l’illuminazione, quindi valutate bene prima di decidere se affidarvi o meno ad un professionista.

È obbligatorio affidarsi ad un architetto?

La legge dice chiaramente che bisogna affidarsi ad un tecnico se la ristrutturazione è una manutenzione straordinaria. Non è necessario invece affidarsi ad un tecnico se si tratta di manutenzione ordinario come ad esempio un intervento per la sostituzione del pavimento.

L’ultima cosa da fare prima di scegliere l’architetto per la vostra casa è quello di dare un’occhiata al suo portfolio e al curriculum, per capire se incontra il vostro stile o meno. In ultimo non bisogna dimenticare il rapporto personale, un buon architetto ci dovrà trasmettere fiducia e dovrà essere in sintonia con noi in modo da lavorare al meglio e senza intoppi!

A cura di www.edinelt.it portale online per richiedere preventivi da Architetti Professionisti.

First Chair – Michele de Lucchi

First Chari by Michele De Lucchi

La First Chair è il prodotto più popolare di tutti i design inclusi nella collezione Memphis. Nel 1983, quando una manciata iniziale arrivò negli Stati Uniti, c’era una vera speranza e ottimismo che il New Design e in particolare Memphis sarebbero stati finalmente accettati e adatti per arredare tutti gli interni.

Quando la sedia uscì all’inizio, i visitatori avevano quasi paura di provare a sedersi sulla sedia, perché sembrava così diversa dalle solite sedute: delle palle al posto dei braccioli e un disco circolare come schienale.

“Potrebbe essere scomoda?” hanno chiesto.

Mostreremmo loro “come sedersi” in maniera comoda e appoggiando  le estremità dei gomiti sopra le palle: è possibile regolare lo schienale mobile per raggiungere un comfort ottimale.

La sedia First Chair  ha preso il suo posto nella storia del design della sedia.

È ora inclusa in tutte le principali collezioni internazionali di design museale, tra cui il Vitra Design Museum, il Design Museum di Londra e il Philadelphia Museum of Art.

First Chair
Produttore: Memphis / Milano
Designer: Michele de Lucchi
Misure: L. 59 P. 50 H. 90 cm

Biografia di Michele De Lucchi (fonte: sito web ufficiale)

Michele De Lucchi

Michele De Lucchi è nato nel 1951 a Ferrara e si è laureato in architettura a Firenze.

Durante il periodo dell’architettura radicale e sperimentale fu una figura di spicco in movimenti come Cavart, Alchymia e Memphis. De Lucchi ha disegnato mobili per le più note aziende italiane ed europee come Artemide, Olivetti, Alias, Unifor, Hermès, Alessi. Per Olivetti è stato direttore del design dal 1992 al 2002 e ha sviluppato progetti sperimentali per Compaq Computers, Philips, Siemens e Vitra.

Ha progettato spazi di lavoro e di identità aziendale per Deutsche Bank, Poste Italiane, Enel, Piaggio, Olivetti, Telecom Italia, Novartis, Intesa Sanpaolo e UniCredit; ha realizzato progetti architettonici in Italia e all’estero, tra cui edifici residenziali, industriali e culturali e sedi aziendali. Ha progettato edifici e sistemi espositivi per musei, tra cui la Triennale di Milano, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, il Neues Museum di Berlino e le Gallerie d’Italia, Piazza Scala a Milano.

Il suo lavoro professionale è sempre andato di pari passo con un’esplorazione personale di architettura, design, tecnologia e artigianato. Dal 2004 utilizza una sega a catena per scolpire piccole case in legno che creano l’essenzialità del suo stile architettonico. Nel 2003 il Centre Georges Pompidou di Parigi ha acquisito un considerevole numero di sue opere. Le selezioni dei suoi prodotti sono esposte nei più importanti musei di design in Europa, Stati Uniti e Giappone.

Nel 2000 è stato nominato Ufficiale della Repubblica Italiana dal Presidente Ciampi, per servizi di progettazione e architettura. Nel 2001 è stato nominato professore presso la Facoltà di Design e Arti, Università di Venezia. Nel 2006 ha ricevuto un dottorato onorario dalla Kingston University, per il suo contributo alla “qualità della vita”. Nel 2008 è stato nominato Professore presso la Facoltà di Design del Politecnico di Milano e Membro dell’Accademia Nazionale di San Luca a Roma.

Arredare con lampade design

Arredare con lampade design

Arredare una casa significa anche trovare gli accessori giusti con cui riempire degli spazi in modo tale da creare dei piccoli angoli da vivere rispecchiando quello che è lo stile dell’intero appartamento.

Riuscire ad arredare con l’aiuto della luce è una vera e propria arte che deve essere studiata nei minimi dettagli facendo attenzione a tutti i particolari. Riuscire ad arredare un appartamento con l’aiuto della luce e delle lampade significa anche trovare un modo utile per rendere la vostra casa molto più accogliente e insieme luminosa viva e bella.

Oltre ai divani tappeti specchi ed elementi vari di arredo, quando si ha un ambiente abbastanza piccolo e ristretto, riuscire ad arredare con l’aiuto di lampade significa dare anche una maggiore grandezza alla propria casa. Per creare un ambiente moderno dovete assolutamente prendere in considerazione l’idea di servirsi di lampade per dare un tocco diverso all’appartamento.

Le regole da seguire per arredare la casa sfruttando le lampade

Coloro che vogliono utilizzare il light design devono necessariamente rispettare delle regole. Innanzitutto è opportuno scegliere sempre l’illuminazione a led perché i risultati sono splendidi e anche il risparmio energetico sarà garantito. Questo tipo di illuminazione è disponibile in varie tonalità di colore come bianco caldo, bianco neutro e in alcuni punti della vostra casa potrebbe essere più utile scegliere un tipo di luce piuttosto che un’altra. Prima di iniziare a comprare lampade, un altro elemento opportuno è quello di fare un progetto ben preciso e dettagliato mettendo in risalto l’illuminazione e i punti in cui deve assolutamente esserci.

L’illuminazione deve essere anche studiata in base alle stanze di riferimento: ci sono alcune che potrebbero anche mantenere un effetto soft e quindi potrebbero essere illuminate solo con delle lampade come nel caso di un area living ma, nel caso invece di una cucina, l’opzione potrebbe essere quella di scegliere un lampadario che schiarisca l’intero ambiente e allo stesso modo invece crei dei piccoli angoli per coprire spazi vuoti e riuscire anche ad arredare con l’aiuto di elementi molto più particolari.

Per illuminare un ambiente come la cucina è sempre meglio non mettere in risalto dei punti fondamentali come la stanza, ovviamente, ma anche il tavolo e il piano da lavoro. Non bisogna mai eccedere in una stanza, già particolarmente illuminata: è inopportuno andare invece a posizionare delle lampade laterali.
L’illuminazione inoltre deve essere sempre bilanciata ed è per questo che avete bisogno dell’aiuto di un esperto di questo settore. Anche le tonalità di luce devono essere scelte in base all’arredamento di riferimento e in base a quello che è lo stile che si sta creando.

Non lasciate nulla al caso e pensate piuttosto a fare particolare attenzione a quali sono gli angoli che devono essere schiariti ed ingranditi con l’aiuto di arredi luminosi.

Per illuminare uno studio e cercare magari di dare risalto ad un particolare wallpaper oppure a un quadro la scelta ideale è sempre quella di puntare su lampade di design e dallo stile che rientri totalmente in quello che è il settore di riferimento.

Ecco a voi una galleria con immagini di lampade design che potrà ispirarvi per il vostro arredamento:

Interior designer famosi

Interior Designer

Quando si decide di realizzare una casa di lusso chiaramente bisogna fare una scelta ben precisa in termini di stile e di bellezza. La regola essenziale è quella di creare degli spazi ampi e che siano particolarmente luminosi ma allo stesso tempo che siano caratterizzati da qualche tocco di eccentricità. Per riuscire a coniugare entrambi questi elementi che sembrano in contrasto tra loro, può servire l’aiuto degli interior designers. Esistono degli interior designers molto famosi che vengono scelti da coloro che vogliono realizzare ville di lusso rispettando lo stile di alcuni importanti filoni di desing. Uno dei più famosi al mondo è Philippe Starck. Questo interior designer francese è una celebrità in tale settore: fin da quando aveva vent’anni ha fatto strada in questo campo vincendo tantissimi premi di settore. È molto noto per la realizzazione della Gun Collection.

Uno dei designer più famosi è anche Marcel Wanders, fondatore del Movimento Droog design. L’Olandese ha collaborato con tantissimi Brand famosi come ad esempio, Puma e Swarovski ed è noto per il modo in cui lavora, ovvero attraverso materiali molto semplici e soprattutto rispettando la sua scuola stilistica. Il droog design infatti è un raggruppamento concettuale, un collettivo di designers olandesi che agiscono molto sulle sensazioni e tendono ad allontanarsi dal design griffato. Questa scelta potrebbe essere molto interessante per realizzare arredi di lusso. In realtà i designer famosi sono numerosissimi e tra gli altri molto noti ci sono Matteo Thun, decisamente apprezzato a livello internazionale e inserito nella interior fame Hall di New York. In più tra gli interior design italiani ci sono Gaetano Pesce e Michele De Lucchi, che è creatore della First Chair. Un altro famosissimo interior designer è Ross Lovegrove, pluripremiato artista che si distingue per il suo stile pulito. Ha disegnato alcuni prodotti Apple e si occupa del restyling grafico anche di alcuni dispositivi tecnologici e piattaforme come iOS 7.

Perché scegliere un interior designer famoso per la vostra casa

Scegliere un interior designer famoso per la vostra casa significa fare una scelta giusta perché è un valido professionista che saprà darvi dei consigli molto utili e delle idee brillanti sul modo in cui sfruttare gli spazi e soprattutto, vi aiuterà a dare un’impronta di stile all’appartamento di lusso che volete realizzare. Un interior designer vi aiuterà a gestire lo spazio e l’estetica con consigli preziosi connessi ad ogni acquisto in maniera molto professionale. Sarà anche in grado di farvi risparmiare tempo e lavorerà sempre su un budget prestabilito. Riferendosi a un interior designer che sia particolarmente famoso, chiaramente dovete avere a disposizione un budget abbastanza ampio ma in generale un professionista del mondo del design vi seguirà passo dopo passo nella realizzazione del progetto. Sarà anche in grado di coordinare gli interventi insieme all’architetto e insieme all’esperto dei lavori, da un punto di vista tecnico (come idraulico, elettricista, piastrellista eccetera). Questo professionista vi condurrà mano nella mano nella delicata fase di restyling di un appartamento e soprattutto saprà dare lo giusto stile, che rispecchi la vostra personalità, ad una casa lussuosa e di valore. Continua la lettura sul nostro sito se vuoi sapere come si diventa arredatrice d’interno o arredatore di interni.

Come diventare arredatrice d’interni

Arredatrice d'interni

Avete deciso di diventare arredatrice di interni ma non sapete da che parte iniziare?

Coloro che vogliono intraprendere questa carriera devono sapere quali sono i passaggi necessari da compiere per riuscire a sfondare in questo settore. L’arredatore di interni è una figura professionale molto ricercata ed è colui o colei che si occupa della cura della casa, aiutando nella ristrutturazione, in modo tale da riuscire a utilizzare lo spazio a disposizione nella maniera opportuna e seguendo lo stile che è tipico della propria personalità. Per diventare arredatrice d’interni bisogna avere una conoscenza approfondita della gestione dello spazio, dei materiali, dei tessuti e di quelle che sono le principali tendenze del settore dell’arredamento in particolare, ma in generale bisogna avere una vena artistica.

I primi passi per diventare arredatore d’interni

Per diventare arredatrice d’interni bisogna dimostrare di conoscere bene quali sono i materiali con cui si può lavorare e quali sono le tendenze in cui questi materiali possono inserirsi. Nella professione di arredatore non è necessario avere una laurea quanto piuttosto frequentare dei corsi di formazione specifici che riguardano il settore dell’arredamento.
Arredatrice d'interni
È importante però riferirsi a istituti di formazione che riescano a garantirvi una certificazione riconosciuta almeno a livello europeo. Sarà importante in più, tenersi sempre aggiornati magari anche con l’aiuto della rete oppure di istituti professionali per non restare indietro e garantirsi qualunque tipo di informazione circa i differenti tipi di progetti esistenti. Il corso di formazione per arredatore può essere di diverso tipo ed è possibile seguirlo sia online che in una sede fisica. Ne esistono numerosissimi nelle principali città come Firenze, Roma, Bari, Napoli e non solo.

E’ anche molto importante però fare molta pratica in quanto questo settore vi aiuterà a capire molto più di quello che state facendo, proprio sul campo. Infatti l’arredatore di interni deve essere molto bravo a realizzare decorazioni e soprattutto dovrà vedere di persona e seguire le sensazioni visive quelli che sono gli abbinamenti più opportuni ed azzeccati.

Come trovare clienti per un arredatore d’interni

Per diventare arredatrice d’interni bisogna avere innanzitutto dei clienti che gli commissionano dei lavori da eseguire. Per trovare dei clienti ci sono diversi modi da seguire e bisognerà avvalersi di siti specializzati del settore oppure di riviste nell’ambito del design che potranno promuoverli e allo stesso tempo aiutarvi a muovere i primi passi nel mondo del design.

Potrebbe anche essere utile realizzare un sito web che vi garantisca in maniera opportuna uno spazio visivo in cui mostrare i vostri progetti, le cose che avete già realizzato e quelle che magari sono le vostre idee di stile relativamente alle impostazioni di uno spazio in un appartamento.

Per diventare arredatrice d’interni, inoltre un altro consiglio è quello di promuovere se stessi anche attraverso i social perché sarà poi la professionalità a fare la differenza ma riuscirete ad arrivare ad un numero sempre maggiore di persone e quindi avete più possibilità di accaparrare un numero crescente di clienti giorno dopo giorno.